16/12/12
12/11/12
10/10/12
Rivivere il Margine. Unità d'abitazione tra città e campagna
Unicam - S.A.D. Scuola di Architettura e Design "Eduardo Vittoria"
Ascoli Piceno AA 2012-2013
prof. Alessandro Gabbianelli
prof.ssa Paola Ricco
con dott.ssa Claudia Belli, dott.ssa Letizia Saccoccio
PROGRAMMA:
All'interno della realtà contemporanea, contraddistinta dall'iper-consumo, i fenomeni urbani mostrano alcune contraddizioni: da un lato la città cresce aumentando vertiginosamente la sua densità, dall'altro si espande, richiedendo sempre più spazio. L'evoluzione delle reti infrastrutturali ha reso possibile lo sviluppo di nuovi quartieri abitativi nelle zone esterne agli antichi perimetri urbani, così come ha permesso lo spostamento delle principali attività industriali, commerciali e terziarie che hanno trovato collocazioni più confacenti alle loro rinnovate esigenze, incompatibili con la saturazione spaziale della città consolidata. La città si espande orizzontalmente consumando grandi porzioni di suolo fino ad assume dimensioni territoriali.
Il corso si propone di indagare gli spazi residuali della città contemporanea, spazi di diversa entità che mostrano una natura plurale. Sono spazi originariamente agricoli, inesorabilmente erosi dall'espansione urbana che ne lascia porzioni frammentate che progressivamente perdono il loro uso produttivo. Sono luoghi instabili del territorio investiti dai processi di trasformazione in atto, suoli delle future periferie in attesa di imminenti operazioni immobiliari. Sono aree contaminate dalla rete infrastrutturale che indirizza la nuova espansione urbana.
Questi territori richiedono una riflessione sulle strategie progettuali da adottare affinché una loro possibile riconfigurazione sia adeguata alle rinnovate esigenze abitative.
Il campo di applicazione dell'esplorazione progettuale coinciderà con un sito della "città adriatica" dove territorio agrario e urbano coesistono. L'esperienza didattica sarà indirizzata a " guardare al territorio e allo spazio pubblico come a una terra di antica cultura o a un palinsesto in cui, più o meno evidente, permane il segno di tutti i gesti che, nella memoria, hanno contribuito a modellare quello specifico paesaggio, e non un altro" (S. Marot). A partire dall'osservazione e descrizione del territorio, l'esercitazione progettuale si porrà l'obiettivo di indirizzare la trasformazione urbana prefigurando nuovi scenari, nuove relazioni, nuove identità. Lo studente dovrà progettare un edificio residenziale indagando le esigenze dell'abitare attraverso la sperimentazione di diverse tipologie. Il progetto verrà sviluppato facendo particolare attenzione alle relazioni tra manufatto architettonico e contesto attraverso lo studio dei rapporti tra: vuoto/pieno, esterno/interno, verde/costruito, paesaggio agrario/paesaggio urbano.
vai al sito della scuola: http://d7.unicam.it/sad//
Ascoli Piceno AA 2012-2013
prof. Alessandro Gabbianelli
prof.ssa Paola Ricco
con dott.ssa Claudia Belli, dott.ssa Letizia Saccoccio
Giovedì 11 Ottobre_ore 14,30
Prolusione Corso di Lineamenti di Storia dell'Architettura
Aula C305 sede Cattaneo
Venerdì 12 Ottobre_ore 9,30
Prolusione Corso di Composizione Architettonica e Urbana
Aula C103 sede Cattaneo
PROGRAMMA:
All'interno della realtà contemporanea, contraddistinta dall'iper-consumo, i fenomeni urbani mostrano alcune contraddizioni: da un lato la città cresce aumentando vertiginosamente la sua densità, dall'altro si espande, richiedendo sempre più spazio. L'evoluzione delle reti infrastrutturali ha reso possibile lo sviluppo di nuovi quartieri abitativi nelle zone esterne agli antichi perimetri urbani, così come ha permesso lo spostamento delle principali attività industriali, commerciali e terziarie che hanno trovato collocazioni più confacenti alle loro rinnovate esigenze, incompatibili con la saturazione spaziale della città consolidata. La città si espande orizzontalmente consumando grandi porzioni di suolo fino ad assume dimensioni territoriali.
Il corso si propone di indagare gli spazi residuali della città contemporanea, spazi di diversa entità che mostrano una natura plurale. Sono spazi originariamente agricoli, inesorabilmente erosi dall'espansione urbana che ne lascia porzioni frammentate che progressivamente perdono il loro uso produttivo. Sono luoghi instabili del territorio investiti dai processi di trasformazione in atto, suoli delle future periferie in attesa di imminenti operazioni immobiliari. Sono aree contaminate dalla rete infrastrutturale che indirizza la nuova espansione urbana.
Questi territori richiedono una riflessione sulle strategie progettuali da adottare affinché una loro possibile riconfigurazione sia adeguata alle rinnovate esigenze abitative.
Il campo di applicazione dell'esplorazione progettuale coinciderà con un sito della "città adriatica" dove territorio agrario e urbano coesistono. L'esperienza didattica sarà indirizzata a " guardare al territorio e allo spazio pubblico come a una terra di antica cultura o a un palinsesto in cui, più o meno evidente, permane il segno di tutti i gesti che, nella memoria, hanno contribuito a modellare quello specifico paesaggio, e non un altro" (S. Marot). A partire dall'osservazione e descrizione del territorio, l'esercitazione progettuale si porrà l'obiettivo di indirizzare la trasformazione urbana prefigurando nuovi scenari, nuove relazioni, nuove identità. Lo studente dovrà progettare un edificio residenziale indagando le esigenze dell'abitare attraverso la sperimentazione di diverse tipologie. Il progetto verrà sviluppato facendo particolare attenzione alle relazioni tra manufatto architettonico e contesto attraverso lo studio dei rapporti tra: vuoto/pieno, esterno/interno, verde/costruito, paesaggio agrario/paesaggio urbano.
vai al sito della scuola: http://d7.unicam.it/sad//
14/09/12
Lars Lerup - Stim & Dross, Holey Plane
Uno dei più importanti manifesti scritti riguardanti l’urbanistica degli ultimi venti anni è il saggio del 1995 Stim & Dross: rethinking the metropolis di Lars Lerup, che ha influenzato il pensiero di una generazione di progettisti riguardo l’urbanizzazione.
Lerup sostiene come la superficie del territorio urbanizzato consista di due cose: stim and dross. Stim è il termine che caratterizza i luoghi, gli edifici, i programmi e gli eventi che la maggior parte delle persone identificherebbe come in fase di sviluppo o per uso umano (alloggi, occupazione, industria, ricreazione, ecc.). Dross è il paesaggio dei resti, o il paesaggio desolato (waste landscape) che emerge tra gli stims, sottovalutato per diverse ragioni (inquinamento, disinteresse, condizioni naturali inadeguate per costruire, scarso rendimento, ecc.). “Stagni/ristagni di aria raffreddata punteggiano il piano, come oasi nel deserto. Inchiodate in modo precario nel luogo dalle macchine e dagli eventi umani, questi ristagni diventano punti di stimolazione - stims – su questo pellame ruvido, ma inflesso altrimenti popolato solo da dross – gli ignorati, sottovalutati, sfortunati residui economici della macchina metropolitana”(1).
Utilizzando la città di Houston come esempio, Lerup prende in considerazione l’espansione del territorio urbanizzato, che egli immagina come un “holey plane” (piano bucato): “Questo holey plane sembra un territorio incolto più che il dato di una città fatta dagli uomini. Punteggiata da alberi e attraversata da donne/veicoli/strade, essa è una superficie dominata dal senso peculiare di una battaglia crescente: una battaglia dell’economia contro la natura. Sia gli alberi che le macchine di questo piano si manifestano come le tracce/impronte o scorie (dross) di quella battaglia”(2). Egli utilizza la teoria del holey plane per capire le relazioni tra il paesaggio e l’urbanizzazione, riconcettualizzando la città come un sistema vivente, solido, dinamico, oppure come un enorme involucro ecologico di produzione e territorio che implica spreco e dispendio.
La teoria di Lerup suscita interrogativi riguardo al significato di “dross”. Come si può descrivere una riserva naturale urbana? Quando tale luogo si qualifica come “stim” o come “dross”? Se una superficie di paesaggio urbano è intenzionalmente progettata (da un architetto, un pianificatore, un paesaggista, uno sviluppatore, un politico, ecc.) per non essere attivata, è possibile considerarla “dross”? Lerup intende ridefinire la superficie della città come un’area ibrida di “stimdross” cercando una zona d’ibridazione dove gli attributi di “stim” e “dross” si sovrappongono (come un’area di riserva naturale o una proprietà intenzionalmente lasciata in abbandono), pratica necessaria per affinare e testare la sua ipotesi. Per definizione, altri possibili “stimdross” includono aree industriali inquinate, abbandonate, fatiscenti e strutture lasciate disabitate per debiti e per rimediare ai costi, terreni in preparazione, superfici usate temporaneamente, così come altri tipi di superfici urbanizzate intenzionalmente non progettate, sotto-progettate (underprogrammed), o svuotate di programma.(3)
1“Pools of cooled air dot the plane, much like oasis in the desert. Precariously pinned in place by machine and human events, these pools become points of stimulation – stims – on this otherwise rough but uninflected hide, populated only by the dross – the ignored, undervalued, unfortunate economic residues of metropolitan machine”. Lars Lerup, After the city, Cambridge, MIT Press, 2001 p. 58
2 This “holey plane” seems more a wilderness than a datum of a man-made city. Dotted by trees and criss-crossed by women/vehicles/roads, it is a surface dominated by a peculiar sense of ongoing struggle of economic against nature. Both the trees and machines of this plane emerge as the (trail or) dross of that struggle. Lars Lerup, Stim & dross: rethinking the metropolis, in Assemblage 25, Cambridge, MIT Press, 1995, p. 88
3 Vedi la lettura che fa Alan Berger in, Alan Berger, Drosscape. Wasting land in urban America, Princeton Architectural Press, New York, 2006
01/09/12
Ann O'M. Bowman, Michael A. Pagano - Terra Incognita
Boon or blight? Ann Bowman and Michael Pagano define "vacant land" broadly, to include everything from brownfields (environmentally contaminated land) through trashed lots and abandoned buildings to greenspace (parks, community gardens, etc.).Terra Incognita takes a fresh look at what they believe can be the ultimate urban resource. Beyond the common studies of the influence of market forces, it explores how these areas are affected by the decisions of local governments, and then shows how vacant land can be a valuable strategic asset for localities.Terra Incognita derives from what -- until now -- has been the lack of substantial information about the amount and the diversity of urban vacant land. This book is based on an unprecedented survey sent to all U.S. towns with a population greater than 50,000, and contains data previously unavailable. Three cities were studied in greater depth for detailed case studies: the greater Phoenix and Seattle areas and Philadelphia-Camden. A number of other cities are cited frequently, including Boston, Chicago, Detroit, New York, Cleveland, Cincinnati, and Oklahoma City, among many others.Identifying the fiscal, social, and development imperatives that drive the decisions local officials make about using vacant land, Bowman and Pagano pay particular attention to the varying dynamics of sales, property, and income taxes, and conclude with a model for making strategic decisions about land use based on a city's priorities.
Ann O'M. Bowman, Michael A. Pagano, Terra incognita. Vacant land and urban strategies, Georgetown University Press, Washington, 2004
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