07/03/10

Lois Weinberger - Ruderals






Lois Weinberger is working on a network, devoting his attention to peripheral areas and questioning all sorts of hierarchies. He sees himself as a field worker and started in the early 1970´s with ethno-poetical works, which are the basis for an artistic debate - developed over some decades - concerning standard social behaviour in both natural space and that of civilization. Ruderal plants involved in all areas of life, are initial and orientation point for notes, drawings, photographs, objects, texts, films as well as big projects in public space 


01/03/10

Patrick Zachmann - Jardins Ouvriers



Patrick Zachman, Ma proche banlieue, Edition Xavier Barral, 2009




Jardins ouvriers
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Attraverso le sue fotografie di jardins ouvriers, Patrick Zachmann ci racconta delle storie di vita dove il giardino appare come un luogo di evasione e socializzazione.

06/02/10

Bruno Munari - Disegnare un albero



"Finalmente l'inverno è finito e dalla terra, dove era caduto un seme, sbuca un filo verticale verde. Il sole comincia a farsi sentire e il segno verde cresce. E' un albero, ma nessuno lo riconosce adesso, così piccolo. Man mano che cresce però, si ramifica, ogni anno gli spunteranno le gemme sui rami, dalle gemme sbucheranno altri rami, dai rami altre foglie e via di seguito. Dopo qualche anno, quel filo verde di prima è diventato un bel tronco pieno di rami. Più avanti ancora avrà costruito una grande ramificazione sulla quale farà sbucare foglie, fiori e frutti; d'autunno spargerà attorno a sé i suoi semi, alcuni cadranno sotto di lui, altri saranno portati lontano dal vento. In ogni posto dove sarà caduto un seme, nascerà un altro albero simile a lui". (Bruno Munari, Disegnare un albero, Edizioni Corraini, Mantova, 2008)


www.munart.org
Associazione Bruno Munari [link]

12/12/09

Paesaggi Adriatici 08-Infrastruttura (Senigallia)

L’autostrada A14, nei pressi di Senigallia, si allontana leggermente dalla costa e segue un tracciato che attraversa le prime colline. La trasversalità della valle che connette l’entroterra al mare viene attraversata dal viadotto che corre da sud a nord. L’orografia del terreno non consente al nastro asfaltato di aderire al suolo, ma lo obbliga a dispiegarsi su dei lunghi viadotti che superano le piccoli valli segnando il territorio agrario in maniera indelebile. La presenza dell’infrastruttura segna una forte cesura nel paesaggio collinare e si riverbera nello spazio sottostante. Si viene a creare un paesaggio caratterizzato dalla vegetazione selvatica, lontano dall’ordinata organizzazione del territorio agrario dalle culture intensive. In questa “riserva”, dove non arrivano i diserbanti degli agricoltori, si dispiega una grande varietà vegetale e, al pari dell’autostrada che crea collegamento per gli uomini, il nastro di vegetazione sottostante crea una “autostrada” per lo spostamento agevole e senza soluzione di continuità di flora e fauna. 








© Alessandro Gabbianelli
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