07/04/22

HEITO 1909

Il progetto Heito 1909 trasforma il sito della storica fabbrica di zucchero di Taiwan in un nuovo parco pubblico urbano. Un’operazione di conservazione e riutilizzo adattivo delle aree ex-industriali, che apre una nuova strada nella sperimentazione del progetto del riuso di spazi dismessi e abbandonati nelle città dell’Estremo Oriente. Questo intervento, primo e finora unico a Taiwan, incorpora nel progetto con le modalità proprie dell’archeologia le “rovine” industriali nella struttura urbana che i fruitori in modo creativo possono sperimentare. Il progetto identifica e recupera le strutture architettoniche e le tracce topografiche rimanenti come dispositivi della memoria ricreando attraverso il progetto del paesaggio una sintesi magistrale di natura, cultura e storia.














immagini tratte da:

21/02/22

Nature in città. Biodiversità e progetto di paesaggio in Italia



Negli anni recenti il progetto di architettura del paesaggio ha rivolto un’attenzione crescente ai temi della conservazione della biodiversità, esplorando le possibilità per una sua migliore integrazione nelle città. Mentre in contesti internazionali questo paradigma sembra ormai sedimentato, in Italia la salvaguardia della biodiversità urbana è diventata solo da qualche tempo strumento propulsore per il disegno di spazi aperti urbani e periurbani. Il libro dà conto della progressiva apertura del progetto di paesaggio ai temi della conservazione e dell’incremento della biodiversità urbana nel contesto italiano, evidenziandone modalità, strumenti e approcci prevalenti. Attraverso alcuni saggi di inquadramento, volti ad analizzare i caratteri e le condizioni – fisiche, normative, politiche, culturali – che influenzano le strategie progettuali, e attraverso la disamina di diversi casi studio, il volume discute le prospettive che si aprono oggi per il progetto di paesaggi urbani biodiversi in Italia.

INDICE

Introduzione. Coabitazioni: il progetto paesaggistico per la biodiversità, di Alessandro Gabbianelli, Bianca Maria Rinaldi e Emma Salizzoni

PARTE PRIMA: SINERGIE

Biodiversità urbana in Italia, di Emilio Padoa-Schioppa, Claudia Canedoli e Noemi Rota

Dal verde urbano alla foresta. Politiche, piani e regolamenti per le città, di Claudia Cassatella

Interazioni e integrazioni disciplinari per un progetto di paesaggio urbano biodiverso, di Federica Larcher e Paola Gullino

PARTE SECONDA: ESPLORAZIONI

Selvatico monumentale: il progetto paesaggistico delle aree archeologiche nella conservazione della biodiversità urbana, di Manuela Ronci

Progettare la distanza: interazioni uomo-natura nei nuovi ecosistemi urbani, di Emma Salizzoni

Dispositivi per far vedere e far parlare: osservare ed esplorare la biodiversità urbana, di Alessandro Gabbianelli

«This is a natural space». Ovvero, della natura urbana e l’iconicità dell’ordinario, di Bianca Maria Rinaldi

https://www.mulino.it/isbn/9788815293534


02/04/21


ABANDONED VILLAGES: COMPARED CASE STUDIES 

cycle of seminars 
participants Renato Capozzi, Maria Cerreta, Sara Cipolletti, Angela D’Agostino, Fabrizio Foti, Alessandro Gabbianelli, Pierluigi Grandinetti, Carmelo Ignaccolo, Dimitra Kanellopoulou, Giuseppe Lacicerchia, Vito Martelliano, Mauro Marzo, Bruno Messina, Guglielmo Minervino, Claudia Pirina, Ludovico Romagni, Paola Scala, Francesca Schepis, Emanuela Sorbo, Weijia Tian, Marina Tornatora,
Margherita Emma Turvani, Giovangiuseppe Vannelli, Yong Yu 

curated by Viola Bertini Università Iuav di Venezia Sara Cipolletti Università di Camerino 


 

30/12/20

Matthew Gandy, Natura Urbana




Natura Urbana: The Brachen of Berlin
Why make a film about wastelands or Brachen as they are referred to in Berlin?  I’ve long been fascinated by urban landscapes, and especially the marginal spaces, brimming with life, that characterise many cities.  Somehow these “accidental gardens” are so much more interesting than the designed and manicured forms of urban nature that characterize pervasive landscapes of speculation, function, and control.
At key moments in its history the landscapes of Berlin have been radically transformed to produce an array of unusual or unexpected biotopes:  the post-war years were dominated by strange rubble landscapes that became a focus of intense cultural and scientific interest; the geo-political division of the Cold War years transformed the “island city” of West Berlin into an intense experimental zone; and with the fall the Wall in 1989, a series of new void spaces were produced among abandoned buildings and along the former “death strip”.
In Natura Urbana I conceive of Berlin as a living book where every street corner is a potential part of our story.  The film is divided into a series of chapters that are loosely chronological but also highlight a number of interconnecting themes such as the changing meaning of public space, the role of ecological knowledge in urban politics, and way in which marginal spaces have served as a source of cultural and scientific inspiration.  In particular, I have wanted to give a sense of the interplay between cultural and scientific aspects to urban nature, and develop a “double history” that weaves together changes in Berlin’s landscape as well as the wider geo-political context that has produced such distinctive spaces.   Our protagonists featured in the documentary draw on a mix of experience including teaching, writing, activism, and scientific studies; they are all people whose thinking has been profoundly shaped by the marginal spaces of Berlin.  Natura Urbana captures a distinctive period in the city’s history, that broadly spans from the post-war era to the most recent phase of intensified construction activity, in which many of these fascinating spaces are rapidly disappearing, a process that has gathered momentum over the last few years: some of the sites that we filmed in 2015 have already been lost.
But what is an urban landscape anyway?  Even a cracked pavement or neglected parking lot, with its own ecological dynamics, can serve as a kind of small-scale landscape beloved of urban botanical excursions.  The idea of landscape is very much connected to the human sensorium, the sense of intrigue or exhilaration experienced by unfamiliar spaces, and also the role of distinctive vantage points such as bridges, buildings, or even aerial perspectives.  In Natura Urbana, however, we are often immersed in the multi-sensory dimensions of close encounters including the distinctive acoustic landscapes of the city.  There is an attention to the details and textures of space, including individual leaves, material fragments, or the jewel-like appearance of insects in the urban fabric.  These fleeting moments also belie my own presence in these spaces as a geographer and urban field ecologist who has studied some of the sites that appear in the film.
In making Natura Urbana I have been very fortunate in receiving funding from the European Research Council, which carries a certain obligation for me to reach out to a public audience beyond the academy.  The challenge, therefore, has been to craft a film that is intellectually rigorous yet accessible to a wider audience.  I have also worked with an outstanding team of collaborators who have brought their own expertise to the project, whether in terms of aesthetic contributions such as sound design or meticulous archival research to uncover fascinating traces of the city’s past.
Matthew Gandy  |  Berlin, June 2017


 https://www.naturaurbana.org/

26/12/20

Slow Tourism and Landscape Design. A case study of the Internal Areas of Central Italy



 





SlowTourism and Landscape Design. 
A case study of the Internal Areas of Central Italy / Turismo lento e progettazione del paesaggio. Il caso delle aree interne dell’Italia Centrale
Alessandro Gabbianelli 

in

ARCHITECTURE TOURISM AND MARGINAL AREAS. RESEARCH AND DESIGN PROPOSALS
edited by
João Rocha and Viola Bertini

What is the role of architecture when enhancing tourism in a region?
How can the architect’s vision help reactivate under performing regions, considering the relationship between design, heritage, tourism and landscape?
How can design’s architectural and landscape processes contribute to the reinvention of marginal areas, reflect upon the sense of place and the needs expressed by visitors, while prioritising the region’s aims and its inhabitants?
The book attempts to answer these questions, by proposing interpretations and methodologies for architectural intervention.

About DHTL (Design Heritage Tourism Landscape)

on LetteraVentidue

13/03/19

Il paesaggio nel progetto di rigenerazione urbana




Il ciclo di conferenze “3 giornate studio sul paesaggio//2019” oltre ad essere un’occasione di approfondimento e di studio sulle tematiche del dibattito attuale del progetto di paesaggio, è anche un pretesto per celebrare la Giornata Nazionale del Paesaggio 2019 e più in generale per promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme.
Le quattro conferenze svilupperanno strumenti, temi e scale secondo un approccio operativo e integrato del progetto di paesaggio in relazione al progetto della città, tenendo assieme le tre dimensioni principali: quella sistemico-naturalistica, quella estetico-percettiva, e quella legata al riconoscimento, codificazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale.
Oltre agli strumenti operativi, si approfondirà il concetto di paesaggio come termine denso, fusione e declinazione di “ambiente”, “luogo”, “spazio” e “territorio”.
Nello specifico si tratterà di paesaggio e verde in città come strumento privilegiato di progetto, recupero e rigenerazione urbana, e come tema centrale per la configurazione/qualificazione dello spazio pubblico (A. Gabbianelli, C. Meninno, L. Di Dato), ma anche come innovativa strategia multi-scalare di relazioni tra città e sistemi territoriali (G. De Napoli), tra urbano ed extraurbano, a partire dal tema-problema della frammentazione degli habitat generata dallo sprawl urbano (A. Altobelli, E. Feoli), per arrivare a trattare soluzioni e buone pratiche del progetto di paesaggio come strumento per il progetto della città (C. Meninno, L. Di Dato).

2019.03.12
Titolo intervento: Il paesaggio nel progetto di rigenerazione urbana nell’ambito del seminario “3 Giornate studio sul paesaggio 2019: Dalla città al Paesaggio” organizzato dall’Università di Trieste, Dipartimento di Ingegneria e Architettura. Tenutosi presso il Polo Universitario Goriziano, Gorizia. Invitato.

05/03/19

Nei nuovi sviluppi urbani al centro c’è il paesaggista di Paola Pierotti

da Il Sole 24 Ore del 04/03/2019
Progettano balconi e terrazzi, tetti verdi e orti urbani, inventano “giardini verticali”, disegnano parchi, “rinaturalizzano” cave, firmano i piani territoriali tutelando gli ambienti agricoli, definiscono le strategie di mitigazione dell’impatto delle infrastrutture, tenendo conto delle strategie ambientali e dei cambiamenti climatici. Sono i progettisti del paesaggio, professionisti per anni coinvolti dagli studi di architettura o dalle società di ingegneria per una consulenza specialistica, e che ora si stanno affrancando nel loro ruolo, chiamati da committenze pubbliche e private...

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https://www.ilsole24ore.com/art/casa/2019-03-01/nei-nuovi-sviluppi-urbani-centro-c-e-paesaggista-171603.shtml?uuid=AB0bT4XB&fromSearch
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