01/09/12

Ann O'M. Bowman, Michael A. Pagano - Terra Incognita


Boon or blight? Ann Bowman and Michael Pagano define "vacant land" broadly, to include everything from brownfields (environmentally contaminated land) through trashed lots and abandoned buildings to greenspace (parks, community gardens, etc.).Terra Incognita takes a fresh look at what they believe can be the ultimate urban resource. Beyond the common studies of the influence of market forces, it explores how these areas are affected by the decisions of local governments, and then shows how vacant land can be a valuable strategic asset for localities.Terra Incognita derives from what -- until now -- has been the lack of substantial information about the amount and the diversity of urban vacant land. This book is based on an unprecedented survey sent to all U.S. towns with a population greater than 50,000, and contains data previously unavailable. Three cities were studied in greater depth for detailed case studies: the greater Phoenix and Seattle areas and Philadelphia-Camden. A number of other cities are cited frequently, including Boston, Chicago, Detroit, New York, Cleveland, Cincinnati, and Oklahoma City, among many others.Identifying the fiscal, social, and development imperatives that drive the decisions local officials make about using vacant land, Bowman and Pagano pay particular attention to the varying dynamics of sales, property, and income taxes, and conclude with a model for making strategic decisions about land use based on a city's priorities.

Ann O'M. Bowman, Michael A. Pagano, Terra incognita. Vacant land and urban strategies, Georgetown University Press, Washington, 2004

01/08/12

Michel Desvigne - Lyon Confluence




La “confluenza” di Lione è un sito che ha un’estensione di circa 150 ha. Esso è delimitato a Est e a Ovest rispettivamente da limiti naturali costituiti, dai fiumi Saona e Rodano che in questo punto confluiscono. L’area, situata al centro della città di Lione, è compresa inoltre tra la stazione di Perrache (a Nord), il raccordo ferroviario di scambio multimodale e l’autostrada. All’interno di essa sono presenti il mercato all’ingrosso e una serie di stabilimenti industriali in via di dismissione.
Il sito della confluence è stato oggetto di interesse di numerosi architetti e funzionari pubblici che propesero inizialmente per la realizzazione di un grande parco pubblico delimitato a Nord dalla futura costruzione di un quartiere abitativo. I limiti di questo piano furono subito evidenti, era necessario, affinchè questo venisse attuato, aspettare il decadimento e quindi la demolizione dell’intera area industriale, l’abbandono della ferrovia e la deviazione dell’autostrada. L’attuazione del piano avrebbe previsto la realizzazione in blocco del progetto e quindi la “solidificazione” dell’intera area, che non avrebbe accolto alcun tipo di trasformazione futura della città.
Michel Desvigne propone un approccio completamente opposto a quello della pianificazione totale dell’area. “Anziché produrre un piano di sistemazione rigido, l’equipe propone una strategia d’infiltrazione, un processo di occupazione evolutiva, sfruttando la frammentazione del territorio per introdurvi giardini e passeggiate”; l’intento è creare “un sistema di parchi provvisori, che accompagnino tutte le trasformazioni senza attendere il grande progetto” (Desvigne 2002). La riflessione che fa il paesaggista si basa sulla possibilità di innescare un processo temporale attraverso l’implementazione di una “natura intermedia”, il raggiungimento di un “ipotetico e illusorio stato definitivo avverrà attraverso una sequenza di stati, corrispondenti a diversi stati di metamorfosi. Le superfici esterne nascono, scompaiono, si spostano secondo l’evoluzione degli edifici e la cadenza dei relativi disimpegni urbanistici” (Desvigne 2009).
La struttura portante del progetto viene affidata alla sistemazione a verde della lunga passeggiata di 2,5 km lungo la Saona che diventa il nuovo “margine verde” dell’intera area.
Per richiamare subito la popolazione a rivivere questo luogo, affinché fin da subito se ne possano in parte riappropriare, innescando un processo di nuova colonizzazione di quella che era un’area marginale, vengono allestiti dei giardini temporanei. Con la tecnica delle “piastre-giardino”, che permettono di non intaccare affatto il suolo, si sono create delle grandi aiuole-contenitore riempite di terreno, all’interno delle quali vengono piantati arbusti. In questo modo si creano delle aree temporanee di verde, di effetto immediato e facilmente removibili quando si andrà a realizzare il progetto definitivo.
Al verde viene dato il ruolo di elemento attrattore, materiale in grado di dare una nuova valenza ad un paesaggio, che rimasto “residuo” delle trasformazioni urbane e distante dai flussi pedonali torni ad avere una nuova valenza sociale ed estetica, ripristinando un nuovo rapporto con il fiume e il territorio adiacente.
Dal rinnovato “quai” lungo la Saona si estendono perpendicolarmente delle fasce verdi temporanee e permanenti che organizzano la tessitura d’insediamento dei nuovi edifici. Le fasce vegetali hanno sezioni differenti, da superfici verdi che fungono da parco a semplici filari d’alberi; questi assi hanno il compito di ripristinare il rapporto fisico tra i due fiumi della confluence, rapporto precedentemente interrotto dalle arterie infrastrutturali che da sud a nord attraversavano l’intera area. La vegetazione si fa carico di tracciare una nuova matrice urbana, ricalcando e rafforzando segni già esistenti dell’urbanizzazione, dandogli una nuova e più chiara gerarchia e stabilendo nuove relazioni tra gli spazi. L’intento è quello di creare una forte commistione tra superfici costruite e verdi, tra spazi privati e pubblici affinchè vi sia una forte relazione con il suolo così come avviene nel quartiere di South Kensington a Londra.
L’area della Confluence da area marginale, interessata da una forte instabilità dovuta alle funzioni che l’interessavano continuerà a mantenere una forte componente di metamorfosi dettata questa volta dalle trasformazioni indotte dagli spazi verdi.

BIBLIOGRAFIA:
_Desvigne Michel, Intermediate Natures. The landscape of Michel Desvigne, Birkhauser, Berlin, 2009
_Desvigne Michel, “Recherches pour une esthétique de la trasformation” in A. Masboungi (a cura di) Penser la ville par le paysage, Parigi, Editions de la Villette, 2002
_Ghilotti Marco, Un futuro prossimo: il margine verde della Confluence, in “Territorio”, n. 34, Franco Angeli Edizioni, Milano, 2005
_Marchegiani Elena, Paesaggi urbani e post-urbani, Meltemi editore, Roma, 2005

27/07/12

WWF Italia - RiutilizziAMO l'Italia

WWF Italia - RiutilizziAMO l' Italia

WWF con RiutilizziAMO l’Italia mira a suscitare un movimento culturale e sociale che serva a reinventare il nostro territorio, riducendo  il consumo del suolo. In un nuovo quadro di sviluppo sostenibile, il recupero e riutilizzo delle aree in disuso o degradate può partire dal basso e da iniziative spontanee, e potrebbe avere grandi effetti di incentivazione dell’occupazione giovanile e di freno all’irrazionale e bulimico consumo del suolo che ha caratterizzato lo sviluppo del nostro Paese negli ultimi 50 anni.


http://www.corriere.it/ambiente/12_luglio_27/wwf-campagna-riutilizzare-italia_ae856c0c-d72f-11e1-a7bb-b1b271585285.shtml

19/05/12

Alex MacLean - Orchard Landscape


Alex MacLean, Worcester Street Community Garden, Boston

Alex MacLean, Brooklyn Grange, New York

Alex MacLean, Les Courtillières, Pantin, Parigi


01/05/12

Bernardo Secchi, Paola Viganò - La ville poreuse



Secchi Bernardo, Paola Viganò, La ville poreuse. Un projet pour le Grand Paris et la métropole de l'après - Kyoto, Ed. Metispresses, 2011


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